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DA EXTRA MUSIC MAGAZINE

di Emilio Ruffo


Federico Franciosi in arte Ciosi è un giovanissimo autore e chitarrista acustico innamorato del suo strumento, una passione che lo ha portato con dovizia allo studio del “flatpicking”, una tecnica tradizionale americana, principalmente usata nel bluegrass e che si caratterizza per il colpo sulle singole corde anzichè simultaneamente. Questo percorso approda oggi e per la prima volta, appunto a “My First Time” il suo lavoro discografico d’esordio. Una produzione curatissima sin dal packaging, curato da da Giovanni Moriggi, che si ispira al legno delle chitarre ed ad una grafica semplice in stile country-blues. Sono undici tracce che richiamano ora al Jazz, ora al Bluegrass ma anche al pop. Con una ripresa sonora impeccabile che rende reale e calda la chitarra acustica suonata con il plettro, strumento unico e principe di questa realizzazione discografica.Tutti i brani sono scritti dallo stesso autore ad eccezione di due omaggi in onore di “stelle” dello strumento Beppe Gambetta (Slade Stomp) e Massimo Varini (Andrà tutto bene). Simpatica la descrizione degli umori d’ispirazione che Ciosi ci riporta sul booklet interno per ciascun brano. Insomma un gran bel lavoro per gli amanti del genere che potrebbero assuefarsi alla musica di Ciosi.

Articolo del  01/02/2015 –  ©2002 – 2015 Extra! Music Magazine – Tutti i diritti riservati

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VON AKUSTIK GITARRE


Die sache mit dem plek – Ciosi

Denkt man an Italien, Akustikgitarre und Flatpicking, fällt unweigerlich ein Name: Beppe Gambetta. Der Genueser Gitarrist gilt als Erneuerer der italienischen Gitarrenmusik, weil er mit spielerischer Leichtigkeit mediterrane Musiktraditionen mit amerikanischer Roots Music zu einem eigenständigen Repertoire verschmilzt. Kein Wunder, dass das einen jungen Gitarristen aus dem norditalienischen, Provinz Verona kommt anzieht. „Beppe ist einer der besten Flatpicker der Welt, von ihm habe ich diese Technik gelernt. Ich habe an seinen Workshops teilgenommen, seine Musik gespielt und seine Lehrbücher studiert.” Seit er acht Jahre ist, spielt Federico Franciosi, den alle nur Ciosi nennen, Gitarre. Seine Mutter, selbst Klavierspielerin, vermittelt ihm Theorie und Basiswissen. Danach hat er mehrere Musiklehrer, darunter zwei Saxofonisten, „ die mir gezeigt haben, wie man Musik erleben sollte.” Dann folgt eine Auseinandersetzung mit einem weiteren italienischen Gitarrenmeister, Massimo Varini – unter anderem Studio – und Live-Gitarrist für Andrea Bocelli, Laura Pausini und Eros Ramazzotti. Zwei Jahre geht er in Varinis Schule, lernt „Percussion Guitar, Double Notes und einige fantastische Licks.” Mit ,My First Time’ stellt Ciosi nun sein Debütalbum vor: elf Instrumentals mit eigenen Neo-Country-und Americana-Tunes, dazu eine Cover-version von Massimo Varinis ,Andrà tutto bene’ und Beppe Gambettas ,Slade Stomp’. Und mit seinem ,Steve White Blues’ verbeugt er sich vor dem verstorben GrooveMeister. „Ich hatte das Glück, Steve einige Male live zu erleben. Seine unglaubliche Technik, Gitarre und gleichzeitig Schlaginstrumente mit den Füßen zu spielen, dazu Mundharmonika zu blasen und auch noch zu singen, hat mich echt umgehauen.” Ciosi, der als weitere Einflüsse Tony Rice, Norman Blake und Clarence White nennt, zeigt sich als routinierter Player, der mit einer soliden Anschlagtechnik Akkorde und Melodielinien verzahnt und obendrein auch einen schönen Ton besitzt. Ciosi spielt eine Martin D-18, die er niemals hergeben würde. Es sei denn für seine ,Dream Guitar’, der er übrigens ein Stück gewidmet hat – eine Santa Cruz 1934 D Mahogany. Aufgenommen hat er ,My First Time’ mit seiner D-18 am Gardasee im Ritmo & Blu Studio, mit zwei Neumann KM 184 über einen Solid State  Logic Preamp und ein Lexicon 224 Digital Reverb, „um die Gitarre so echt wie möglich wiederzugeben.” Und klar, dass der Wahl seines Arbeitsmittels eine gesteigerte Aufmerksamkeit zukommt. Ciosi spielt BlueChip Guitar Picks, genauer gesagt das TD 50 mit einer bemerkenswerten Dicke von 1.25 mm. „Ich habe verschiedene Formen und Materialien probiert”, sagt der 35-Jährige, „aber seitdem ich dieses BlueChip benutze, habe einen großen, runden Klang und kann Crosspickings extrem flüssing spielen. Auch das Strumming ist deutlich und klar. Ich weiß, diese Pleks sind teuer – das Einzige, was ich empfehlen kann: Verliert sie halt lieber nicht!” Übrigens: Im vergangenen Dezember wurde für Ciosi ein Traum wahr. Anlässlich der Theaterproduktion ,Acousticology’ in VILLA BARTOLOMEA VR konnte er mit Beppe Gambetta die Bühne teilen. Fazit Ciosi: „Er ist ein Dichter, ein Abenteurer und ein unvergleichbarer Gitarrist!”

Artikel vom Juni – © Akustik Gitarre – Alle Rechte vorbehalten

DA AKUSTIK GITARRE


L’uomo con il suo plettro – Ciosi

Uno pensa ad un uomo italiano, alla chitarra acustica e al Flatpicking, inevitabilmente compare un nome: Beppe Gambetta. Il chitarrista genovese è considerato il rinnovatore della musica italiana della chitarra, perché egli mescola tradizioni mediterranee musicale con musica di radici americane con facilità ad un repertorio autonomo. Una meraviglia che ha affascinato un giovane chitarrista della provincia di Verona. “Beppe è uno dei migliori Flatpicker del mondo, ho imparato questa tecnica da lui. Ho partecipato a suoi laboratori, ho suonato la sua musica e studiato i suoi libri.” Da quando aveva otto anni Federico Franciosi suona la chitarra, da allora tutti lo chiamano solo Ciosi. Sua nonna, insegnante di pianoforte, gli ha insegnato teoria e le conoscenze basi. Poi ha avuto diversi insegnanti di musica, tra cui due sassofonisti “mi hanno mostrato come si dovrebbe sperimentare la musica”. Segue poi un maestro di chitarra italiano, Massimo Varini – tra l’altro il chitarrista dal vivo per Andrea Bocelli, Laura Pausini ed Eros Ramazzotti. In due anni, che ha frequentato la scuola di Varini, impara e perfeziona varie tecniche come la chitarra a percussione, double notes e alcuni Licks fantastici. Con ‘My First Time’ Ciosi ora presenta il suo album di debutto: undici brani strumentali con Neo-Country e melodie americane, una versione di Andrà tutto bene’ di Massimo Varini e ‘Slade Stomp’ di Beppe Gambetta. E con la sua ‘Steve White Blues’ si inchina ai GrooveMeister. “Ho avuto la fortuna di vedere Steve dal vivo un paio di volte. La sua tecnica è incredibile, a suonare la chitarra e al stesso tempo suonare con i piedi le percussioni, soffiare in un’armonica e anche cantare, mi ha davvero folgorato “. Ciosi, omaggiando Tony Rice, Norman Blake e Clarence White tra le sue influenze, si presenta come musicista esperto, con una tecnica di tratto continuo, con ottimi accordi, linee melodiche e toni. Ciosi suona una Martin D-18 da cui non si separa mai , nel contempo ama la sua “dream guitar” che e’ la Santa Cruz 1934 D Mahogany omaggiando e dedicandole un pezzo che e’ all’ interno del disco. Ha inciso “My First Time” lago di Garda presso lo studio Ritmo & Blu , con due Neumann KM 184 su un solid State Logic Preamp e un Lexicon 224 Digital Reverb. Ciosi suona con il BlueChip , più specificamente il TD 50 con un notevole spessore di 1,25 mm. “Ho provato diverse forme e materiali,” dice il trentacinquenne, “ma da quando uso il plettro BlueChip dispongo di un grande suono rotondo spaziando in diverse tecniche come il  Crosspicking e cascade’s scale. A proposito: lo scorso dicembre, un sogno si è avverato per Ciosi. In occasione della produzione teatrale “Acousticology” a VILLA BARTOLOMEA VR, ha potuto condividere il palco con Beppe Gambetta. In conclusione Ciosi afferma: “lui è un poeta, un avventuriero e un chitarrista incomparabile!”

Articolo del mese di giugno – © Akustik Gitarre – Tutti i diritti riservati

DA MUSIC MAP

di Piergiuseppe Lippolis


Un disco, undici tracce di sola chitarra acustica. È l’esordio di Ciosi, intitolato “My First Time”, contenente nove inediti e due cover (“Slade Stomp” di Beppe Gambetta e “Andrà Tutto Bene” di Massimo Varini). È un disco molto intimo, in cui le trame intessute da Ciosi sono dedicate ciascuna ad un episodio di vita, un momento, un luogo od una persona cari al chitarrista. Grande la varietà dei pezzi proposti, a partire dal crosspicking dell’opener “To My Son” (dedicata, appunto, ai primi anni di vita del figlio), passando dall’instabilità e la malinconia di “Nature’s Mood”, con le cui note Ciosi vuol descrivere il complesso rapporto esistente fra noi e la natura. A seguire c’è “Transatlantic”, forse il miglior pezzo del lotto con le sue atmosfere evocative e con il suo suono spensierato che richiama il mare, prima di un finale più allegro e concitato che vuol simboleggiare la speranza di chi ha dovuto abbandonare la propria patria per la guerra, cercando il futuro altrove. Poi un omaggio al pioniere del folk-blues Steve White con “Steve White Blues”, e ancora un pezzo d’amore dedicato alla chitarra (“Dream Guitar”), una dedica dal sound caloroso e avvolgente a Mar del Plata in “Mardel”, città della costa Argentina, prima della prima cover e della lineare e romantica “She”, tributo al mondo femminile tutto. “Back To My Shoulder” è il pezzo più coraggioso del lotto che, coi suoi frequenti cambi ritmici, un’attenzione che non cala ed un livello molto alto dall’inizio alla fine, anticipa la seconda cover e la quasi cinematografica “Samuel Or Virginia”. “My First Time” è un disco di puro estetismo, di arte per l’arte, in cui messaggio, atmosfere e soddisfazione personale contano molto di più della fruibilità, che di sicuro è l’unica cosa scarsa dell’opera, trattandosi d’un lavoro per palati finissimi.

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DA CHOP AND ROLL – CIOSI “MY FIRST TIME”

di Maurizio Faulisi Dr Feelgood


Ne è passato di tempo da quel “Dialogs” di Beppe Gambetta che, alla fine degli anni 80, diede inizio ad una produzione discografica dedicata alla chitarra acustica flatpicking. Oggi possiamo cominciare a ritenerla considerevole, sicuramente più in termini qualitativi che quantitativi. Ai flatpicker nostrani che negli anni passati sono riusciti a guadagnarsi notorietà non solo nazionale, come Gambetta e Roberto Dalla Vecchia, si aggiunge Federico Franciosi, un giovane chitarrista che si è formato attraverso l’ascolto di musica blues e folk, bluegrass, pop e jazz. Una buona opera prima che mostra notevole tecnica, gusto ma soprattutto un’apertura che permette al nostro di spaziare in libertà col solo obiettivo di dare un suono, acustico e chitarristico, a emozioni e stati d’animo. Bravo Ciosi.

DA AXE MAGAZINE – CIOSI “MY FIRST TIME”

di Fabrizio Dadò


Federico “Ciosi” Franciosi è un giovane chitarrista sulla trentina, formatosi fin dall’infanzia con l’ascolto di pop, bluegrass, folk e jazz. Nel 2010 ha esordito come solista con Far Apart, seguito due anni dopo da Beautiful Infinity, entrambi CD con cinque soli brani in scaletta. Con My First Time Ciosi fa le cose in grande, proponendo undici pezzi in solitario flat-picking: nove gli originali, mentre due cover sono dedicate ai riferimenti artistici del chitarrista: Beppe Gambetta (Slade Stomp) e Massimo Varini (Andrà tutto bene). Le caratteristiche principali dello stile di Ciosi sono la sua tecnica flat-style pulita e rilassata, e un’anima compositiva intimistica, spesso con decisi tratti pop e temi semplici (She o Steve White Blues), a volte rinforzati dal gusto bluesy (Nature’s Mood o Dream Guitar) e da effetti percussivi (Transatlantic), mentre nell’opener To My Son echeggia il buon vecchio country. Curiosa la citazione di una famosa canzone di Gino Paoli nel tema finale Samuel Or Virginia. In definitiva un disco sognante e maturo, consigliabile a chi ama la chitarra acustica nei suoi aspetti più pacati e melodici.

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DA  ART VIBES – UN’ESPERIENZA SOGNANTE E PROFONDA, CAPACE DI SVELARE NASCOSTE ISOLE DI PENSIERO ED EMOZIONI SEGRETE

di Redazione Art Vibes


Federico Franciosi, in arte Ciosi, è un chitarrista acustico flatpicker con un viscerale amore per la musica.

Le caratteristiche principali dello stile di Ciosi sono la sua tecnica flat-style pulita, un’anima compositiva intensa e uno spiccato senso melodico. Caratteristiche che rendono la sua espressione musicale un’esperienza sognante e profonda, capace di svelare nascoste isole di pensiero ed emozioni segrete.

Ha fatto una lunga gavetta come one man band suonando in festival e rassegne in Europa e America, insomma un musicista che ama sperimentare nuovi suoni e che intreccia nella sua stessa musica il suo vissuto, la sua storia, i suoi sogni.

Con My First Time, il suo ultimo album, Ciosi propone undici pezzi in solitario flatpicking: nove gli originali e due cover realizzate in onore di due maestri della chitarra: Beppe Gambetta (“Slade Stomp”) e Massimo Varini (“Andrà Tutto Bene”). Un lavoro che spazia dal blues al jazz, dal bluegrass al pop, con forti influenze acoustic-folk. L’ascoltatore assaggia varie ramificazioni dello stile flatpicking, immergendosi in un clima di “mondo acustico”, derivato da vari modi di usare il plettro attraverso le sei corde e determinato da un linguaggio di ornamenti eleganti, come il crosspicking, pull off, hammer on, cascadè scale, double notes, improvisation’s scales, masters’ licks e percussion’s groove.

Un disco per veri amanti della chitarra acustica nei suoi aspetti più lievi e intimi.

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DA  BLOGFOOLK – CIOSI – MY FIRST TIME

di Daniele Cestellini


Con “My first time” il chitarrista e compositore Federico Franciosi, in arte Ciosi, ci chiama ad attraversare uno spazio delicato, definito da una chitarra limpida e una scrittura pacata, pensata anche quando si affida a qualche folata di estemporaneità, o a qualche tecnica esecutiva più aperta. L’album non può non essere considerato un piccolo gioiello, una gioia suonata dalla prima all’undicesima traccia, con melodie scintillanti che si susseguono (“Steve White blues”) e si alternano a soluzioni più ritmiche, connettendo l’intera produzione a uno scenario più ampio. Fatto di aderenze ad alcune tradizioni esecutive e a chitarristi eccezionali. Steve White è tra i master che Ciosi riconosce sulla sua strada, per il suo stile composito e orientato da un progetto inclusivo straordinario, nel quale hanno trovato spazio suoni articolati e per nulla scontati. Di White Ciosi riconosce la ricerca timbrica, oltre che la complessità del suo programma musicale, orientato dalla tradizione blues e folk americana. Ma reinterpreta anche la visione intima e avveniristica di una chitarra acustica con pochi limiti, che si incastra a perfezione non solo nell’epica del “one man band”, ma sopratutto nello sviluppo di una lirica più avanzata, meno reiterata e circolare. E questo può valere come un paradigma della produzione del chitarrista Ciosi, anche quando indugia in una narrativa più limpida (“Dream guitar”), da cui si affaccia una scrittura più melodica e lineare. L’album “My first time” si innesta nella discografia di Ciosi come un puntello in buona parte nuovo, che impernia il nuovo corso di un produzione che fin qui è stata sempre orientata dalla chitarra, ma in modo meno esclusivo e coerente. L’elemento più caratterizzante del progetto è il flatpicking, che caratterizza un suono netto e convoglia tutte le attenzioni. Se infatti il chitarrismo virtuoso internazionale ci indica una traccia implicitamente sporca, strisciata dalle dita delle due mani che trovano movimenti nuovi e incoerenti sulle corde, il suono di Ciosi in questo album è nitido. Si frappone come una lama verticale sulla tastiera e lascia debordare solo melodie cesellate, curate con perizia e organicità dentro l’arco dell’intera scaletta. Tra i brani più interessanti in questo senso si può citare “She”, una riflessione che assorbe tutto il silenzio intorno alle corde, con una melodia sicura arpionata a un arpeggio circolare e intenso. Che convoglia, nella parte finale, in una ritmica più forte e inaspettata, chiamata in causa con un evidente e voluto disincanto. “Back to my shoulders”, il brano successivo, è più ambiguo, sia sul piano armonico che ritmico. La linea melodica è complessa e spezzata con coerenza, nel riflesso di un’esecuzione più estemporanea. Dalla selezione dei brani emergono anche due chitarristi italiani, Giuseppe Gambetta e Massimo Varini, di cui Ciosi reinterpreta due brani: “Slade stomp” e “Andrà tutto bene”. Ma i momenti più interessanti sono quelli più personali, dai quali traspare un lavoro pensato e aperto a suggestioni differenti. D’altronde la forma di questo album non si può comprendere se non dentro un quadro di impressioni da solista. E questo vale sia per il modo in cui i brani sono eseguiti, sia per come sono stati organizzati nella fase di scrittura e nel processo di realizzazione. Si tratta di un procedimento personale, ma non perché esclusivo o chiuso, ma perché fortemente orientato da un rapporto di reciprocità (questo sì esclusivo) che un musicista costruisce con il suo strumento. Allora il suono che arriva a noi non è più soltanto connesso a un’esecuzione, ma piuttosto a ciò che la avvolge. È qualcosa che può essere pensato come la spinta di una percezione, di un equilibrio in qualche modo codificato e trasformato. Nel suo insieme “My first time” spinge a questa riflessione, sopratutto dopo qualche ascolto, quando sembra che brani come “Nature’s mood”, “To my son” e sopratutto “Samuel or Virginia” possano considerarsi come pause, come spazi in cui fermarsi e lasciarsi pervadere dal flusso dei suoni, dei silenzi, dal tocco, dal plettro che sfrega le corde.

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DALLA RIVISTA  SUONO – CIOSI – MY FIRST TIME
n° 508 Luglio Agosto 2016

di Paolo Corciulo


Un intero disco di solo chitarra flatpicking corre il rischio di indulgere in ripetitività, proprio in ragione della potente caratterizzazione (frutto anche dei vincoli imposti dallo strumento e dalla tecnica) che la chitarra acustica impone. Eppure Ciosi, all’anagrafe Federico Franciosi, grazie anche all’entusiasmo dell’esordio su album (due EP precedentemente) riesce a mantenere alto il pathos lungo l’intero lavoro che svaria, negli undici brani (nove originali e gli omaggi a Beppe Gambetta e Massimo Varini, bussole dal punto di vista artistico del lavoro di Ciosi), tra i generi. Il filo conduttore è quello di una dimensione intimistica, a tratti lirica, in cui l’artista riesce a far confluire le venature inevitabilmente blues e country (ma si percepiscono qua e là anche gli echi di una preparazione classica) tipiche dello strumento e dallo stile utilizzati (a volte con effetti percussivi) e del fatto non indifferente che Ciosi suoni la chitarra “alla mancina”; non manca la capacità dell’artista, dotato di tecnica invidiabile, di declinare qui in chiave romantica e sognatrice la musica, di asservirla a un progetto maturo e godibile, proprio perché questo filo conduttore viene poi declinato con capacità nei vari generi affrontati. Per gli amanti delle “citazioni musicali” da segnalare la presenza nel brano finale della citazione di un brano di Gino Paoli, a conferma dell’occhio attento con cui Ciosi (che en passant è dotato anche di una ottima voce) analizza la tavolozza musicale che lo circonda.

ARTIST SAND BAND – CIOSI – MY FIRST TIME
06 Agosto 2016

di Jacopo Giovannercole


Etereo e accogliente il nuovo lavoro strumentale del Ciosi presenta undici affreschi per chitarra acustica flat-picking, suonata con gusto e maestria.

Uno dei punti forti di questo abilissimo musicista è la chiarezza con cui si rapporta al suo mondo musicale: a cominciare dall’artwork e dall’esplicativo booklet il Ciosi ci trasporta in questo albero della vita con foglie di plettro con una gentilezza fuori dal comune. All’interno del libretto ogni brano è commentato dall’autore stesso in ben tre lingue, comprese inglese e tedesco,creando quindi il giusto feeling con l’ascoltatore.

Il clima viene reso subito accogliente dalla bellissima “To My Son” dedicato al piccolo Ettore che sembra volerci aprire lui stesso la porta di casa per farci conoscere il mondo così morbidamente predisposto del genitore. In “Transatlantic”, piccolo gioiello dal sapore jazz, traspare la sensibilità dell’artista verso l’attualissimo mondo di tutti quei “passeggeri che nel Dopoguerra hanno attraversato l’oceano alla volta delle Americhe verso un futuro migliore”. Il finale di questo tema, proprio nel momento in cui i passeggeri avvistano la terra, è reso alla perfezione da un liberatorio strumming chitarristico carico di aspettative. Tra rispettosissimi omaggi al musicista Steve White, dichiarazioni d’amore nei confronti del suo strumento amato e dediche simpaticamente sincopate all’universo femminile  il Ciosi ci piazza un brano dal sentore old-time intitolato  “Slade Stomp” composto dal maestro italiano Beppe Gambetta, apprezzatissimo chitarrista acustico e promulgatore in terra italiana e non solo del verbo folk d’oltreoceano insieme ad altri maestri del genere come il banjoista e musicista romano Mariano De Simone.

A suo agio nel percuotere a mo’ di percussione la sua chitarra ( “Back to my shoulders” ) il Ciosi mostra anche il suo lato più avanguardistico oltre che raffinato preservatore di musica senza tempo. Il finale, di nuovo un omaggio al mondo della famiglia e della paternità, chiude questa splendida raccolta di musiche per tutte le stagioni. Dedicato a coloro che sanno come “lasciarsi alle spalle”, appunto, il tedio quotidiano per immergersi in un mondo musicale raffinatissimo e dalle vastissime tonalità di colore. E’ possibile seguire l’attività live dell’artista seguendo il sito www.ciosi.it. Sarà un buon ascolto ragazzi.

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